Pianeta Giustizia
“La mia vita tra immagini e parole”
"La scrittura creativa è una particolare forma di scrittura che esplora il mondo della creatività: si parte dal mondo reale per tuffarsi nell'immaginario e spingersi fino al cuore delle emozioni, è un vero e proprio viaggio alla riscoperta di una parte di sé, dei propri talenti sopiti che aspettano solo di essere svegliati, è un modo per raccontare a colori, per descrivere e far emozionare il lettore, rapirlo all'interno della nostra trama, conquistarlo e portarlo all'interno della nostra narrazione, una narrazione che non vorrà abbandonare mai."Abbiamo approntato un percorso che partiva dalle emozioni. Mettendo in conto che, in un contesto come quello carcerario avremmo potuto incontrare non poche difficoltà, visto la reticenza e la particolare condizione di vita.
Difficile infatti è stato l’approccio all’aula, molto spesso ci siamo sentiti ripetere che non volevano “confessare nulla”, che loro non sapevano scrivere e che non avevano “la testa” per poter scrivere qualcosa di creativo.
I primi incontri sono stati di educazione e riconoscimento delle emozioni, esercitazioni, brain storming e discussioni hanno creato un buon livello di fiducia docenti/ allievi.
Da quel momento si è iniziato a scrivere, raccontando i momenti più salienti della propria vita.
Nel pieno rispetto delle loro vicende, abbiamo permesso di decidere se parlare di se stessi o di persone immaginarie, costruendo ad hoc un personaggio di fantasia.
In quel momento ci siamo stupiti del risultato,quasi tutti hanno scritto di se stessi, raccontando seppur brevemente, un tratto della loro vita, non risparmiando le emozioni, anche le più forti.
Sono emersi disagi familiari e sociali, dipendenze psicologiche e da sostanze, raccontate con semplicità ed un forte carico emozionale.
Il Photoshop inoltre , ha dato la possibilità di comprendere come, l’immagine, che già in sé ha un grande potere comunicativo, può essere utilizzata, per amplificare il senso del nostro racconto.
Abbiamo proposto due tipologie di percorso:
- percorsi dall’immagine al racconto ( quello che sortisce in te l’immagine)
- dal racconto all’immagine ( come spieghi l’emozione che stai raccontando utilizzando le foto).
Purtroppo non abbiamo avuto l’occasione, per ovvi limiti, di introdurre una macchina fotografica, dando loro la possibilità di fotografare il loro “habitat”, ma in alcuni casi abbiamo lavorato pensando all’immagine come se ci fosse stata, immaginando o evocando la “scena del racconto”.
Proprio per la grande flessibilità del percorso , che di volta in volta, si adattava alle potenzialità dei corsisti, diversi per genere, livello culturale e predisposizione all'ascolto, abbiamo portato a termine tre percorsi differenti tra loro, nelle rispettive tre sezioni in cui abbiamo lavorato (alta sicurezza maschile, alta sicurezza femminile e comuni).
Davvero soddisfacenti sono stati i risultati e molte le storie di vita, le fiabe, poesie e i racconti raccolti, come professionisti della relazione d'aiuto e soprattuto come persone, possiamo affermare che la cosa più preziosa che “ci portiamo a casa” da questo lungo viaggio, è stata la possibilità di incontrare uomini e donne capaci di mettersi in discussione, rieloaboraare e riproggettare la propria vita, un'esperienza di vita che fa crescer, come tutte quelle legate a questi contesti di restrizione.
Marzia Lillo
Ernesto Pescatore

